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Stile
arcaico (XII-XIV sec.)
Si caratterizza in generale per l'uso parsimonioso del
rivestimento (smalto) e altresi' per una policromia
che utilizza un bruno manganese per i contorni ed un
verde rame per le campiture.
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Pavona
- Occhio di penna di pavone (XV sec.)
Decoro di lontana origine orientale, sta a simboleggiare
il sole nascente. In questo motivo un giallo intenso
che si denomina appunto "Giallo Pavona", si
affianca ad i colori tradizionali.
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Palmetta
Persiana (XV sec.)
Anche questo decoro ha origini orientali: infatti trae
spunto dalle decorazioni dei tappeti orientali e utilizza
in modo particolare un fiore con i petali embricati,
somigliante ad una pigna; tale fiore, detto Palmetta
Persiana, compare a volte dipinto come visto di profilo
o dall'alto.
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Le
Gentilezze - Berettino
(XVI sec.)
Questa espressione era usata per indicare una tematica
che nel corso degli anni elaboro' arabesche, frutta,
foglie, festoni, ecc. La particolarita' di questo motivo
e' la maiolica detta appunto "Berettino" ossia
e' tinta con l'ossido di cobalto e quindi presenta un
colore azzurro intenso.
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Quartieri
(XVI sec.)
Questa decorazione ha la particolarita' di ricordare
un tessuto grazie alla suddivisione regolare dei colori
che si alternano (Blu-Verde-Pavona).
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Compendiario
(XVI sec.)
Il nome di questo motivo derica da un tipo di pittura
romana (pictura compendiaria) nella quale la
tecnica caratteristica e' di dipingere con rapidi ed
essenziali tocchi di pennello.
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Raffaellesca
(XVI-XVII sec.)
Prende il nome da Raffaello perche' ispirato ai motivi
decorativi degli affreschi nelle "Stanze Vaticane";
si compone per lo piu' di figure grottesche, putti,
chimere, strumenti musicali, ecc.
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Il Garofano
(XVIII sec.)
E' uno dei motivi venuti di moda in Europa alla fine
del XVIII sec. Ispirato a prodotti giapponesi: infatti
si tratta di un grande fiore, ovvero il garofano, che
campeggia sopra un giardino giapponese. Ebbe massimo
successo alla fine del 1700 grazie anche alla Fabbrica
Ferniani di Faenza.
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La Ghianda
(XVIII-XIX sec.)
E' una delle espressioni piu' tipiche del rinnovamento
promosso dal movimento Neoclassico sulla maiolica faentina;
questo motivo e' composto da un rametto di quercia accompagnato
da festoni. Decoro dai colori tenui, punta ad una piu'
sobria linearita' con cui si vuole aderire ad una purezza
classica.
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La Foglia
di Vite (XVIII-XIX sec.)
Anche questo motivo viene diffuso dalla Fabbrica Ferniani
e avra' fortuna per tutto il 1800 subendo anche molte
varianti (anche cromatiche). Anch'esso di estrema raffinatezza
come la ghianda, lo troviamo per lo piu' in forme molto
semplici e lineari.
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La Foglia di Vite Blu/Ruggine (XIX sec.)
Decoro basato sulla monocromia blu (o color ruggine)
deriva dal motivo precedente. Lo troviamo spesso in
forme "rustiche": boccali, fruttiere, goti,
ecc.
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Raffaellesco (XIX sec.)
Dopo la sobrieta' e la linearita' dei tre motivi precedenti,
ritroviamo con questo decoro quelle che sono le forme
rinascimentali; ritroviamo quindi figure grottesche,
putti, mascheroni, paesaggi, ecc. Che riempiono in ogni
parte l'oggetto decorato dividendosi in "quartieri"
talvolta a sfondo blu, talvolta a sfondo bianco.
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Melograno
(XX sec.)
La particolarita' di questo decoro e' la presenza dell'oro
zecchino che va a contrastare la prevalenza di un bel
blu cobalto. Richiama gli stili del primo novecento
(Liberty) ma nel corso degli anni subisce molte varianti.
Tuttora e' uno dei decori piu' venduti dopo il Garofano.
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